Design trends

Capitano Medico Pietro Paolo Fusco

Capitano Medico Pietro Paolo Fusco

Pietro Paolo Fusco nacque il 16 marzo 1880 a Pontelandolfo (Benevento), da Raffaele Fusco e Giuseppina Romerio. I genitori erano entrambi maestri di scuola elementare e il padre ricopriva anche la carica di sindaco di San Lorenzo (Benevento).  Iniziò il suo percorso scolastico presso il Seminario diocesano di Cerreto Sannita e successivamente frequentò il Liceo Giannone di Benevento. A soli tredici anni scrisse la “Biografia dei laurentini”, una lunga composizione poetica che ritraeva satiricamente gli abitanti di San Lorenzello. A quindici anni assieme al coetaneo Nicola Mattei, futuro prefetto, iniziò la stampa di un giornalino manoscritto dal titolo “L’Ira di Dio”. Il primo numero uscì a San Lorenzello il 9 agosto 1895, vigilia della festa patronale di San Lorenzo, e riscosse un notevole successo tanto da poter essere stampato in tipografia e da poter essere diffuso nei paesi vicini.

Terminati gli studi superiori si iscrisse alla Facoltà di Medicina dell’Università di Napoli Federico II, dove si laureò nel 1905 e dove ottenne successivamente vari attestati di specializzazione in igiene, ostetricia, bromatologia e medicina navale e coloniale. Desideroso di approfondire gli aspetti psicologici e psichiatrici della natura umana si recò a Parigi per seguire i corsi di Jean-Baptiste Charcot.

Intrapresa poi la carriera di medico condotto nei comuni di San Lorenzello e San Lupo, si trasferì nel 1906 a Cerreto Sannita. Nel dicembre dello stesso anno inaugurò con il farmacista Umberto Franco un pubblico dispensario medico-chirurgico gratuito. Nel 1907 mise a frutto i propri interessi poetici e letterari fondando il giornale “L’Eco del Sannio”, che ebbe una forte diffusione grazie alla numerosa pubblicità finanziata dalle piccole imprese della zona.

Nel 1908 scrisse diverse opere di particolare rilevanza: Rendiconto del pubblico dispensario medico chirurgico (1908); La lotta contro la tubercolosi nel Mezzogiorno d’Italia (1908). Fu inoltre l’autore della celebre “Ode alla luce elettrica” (Com’è bégl’ C’rrit’ agliumèt’ ,cu la glièttrica mezza a la via, ……….. ), scritta più di un secolo fa, in occasione dell’inaugurazione (il 23 maggio 1908) dell’impianto elettrico di illuminazione pubblica a Cerreto Sannita (BN).

Tra il 1909 e il 1910 si ha la stesura di altre ricerche di stampo medico: La chirurgia napoletana a Parigi (1909); Fisiologia del profumo (1910); Il salicilato di sodio nella cura della tubercolosi polmonare (1910).

Nel 1911 uscì una delle sue opere più importanti: “Psicologia della morte o le ultime sensazioni della vita” in cui analizzando gli stati psichici dei morenti, sostenne che “la morte, evento naturale al pari della nascita, sopraggiunge come questa nell’incoscienza completa della vita” e che “l’ingresso nell’al di là non è quell’orribile passo che ci fu insegnato a temere sopra ogni altro”. E’ dello stesso anno anche “Gravidanza extra-uterina seguita da aborto”.

Nel 1912, dopo aver ottenuto il diploma di perfezionamento in sanità marittima e igiene navale (1910), nel 1913 vinse un concorso e si trasferì a Tripoli, dove fu assunto come assistente unico nel reparto di medicina dell’Ospedale civile Vittorio Emanuele III. Qui prestò servizio anche nel reparto degli alienati e negli ambulatori, occupandosi inoltre del laboratorio. Durante la sua permanenza in Africa scrisse nel 1912 “Clima e salute pubblica in Tripolitania” e nel 1916 “Fegato e cirrosi dispeptica in Tripolitania”.

Nel 1914 ottenne un diploma di benemerenza della Croce rossa italiana per il servizio gratuito prestato come direttore dell’Ambulatorio della Dhara Grande. Nello stesso anno sposò Bianca Mazzacane, figlia del banchiere e politico cerretano Pasquale, fondatore della Banca circondariale del Sannio. Ed è proprio di quell’anno la stesura di “I versi di Bianca”.

Con lo scoppio della prima guerra mondiale, nel maggio 1916 rientrò in patria e partì volontario per il fronte, prima in qualità di tenente e poi di capitano medico della Croce rossa. Alla fine di giugno si stabilì a Malo (Vicenza) con l’ospedale militare 62 “Tripoli”, al seguito del quale ripartì nel luglio 1917 per Santa Caterina di Tretto (Schio), proseguendo poi per Posino in zona di guerra, Santa Maria La Longa, Percoto e l’Altopiano della Bainsizza. Nel novembre 1917 fu assegnato al servizio sul treno-ospedale n. 16 della Croce Rossa.

Morì tragicamente il 24 gennaio 1918 a soli 37 anni, travolto da un treno alla stazione di Santa Maria Capua Vetere (CE), in circostanze mai chiarite. Secondo l’albo d’oro Campania II (Volume VI) (5) pagina 292 sub in pagina 11 le cause della morte sono attribuibili a “infortunio per fatto di guerra”. Dopo la sua morte fu insignito dalla Croce Rossa del Diploma al Merito con medaglia di Bronzo.

 

Dott. Pasquale Capozzolo

 

Questa foto conservata presso gli eredi di Milano e pubblicata solo di recente, fu scattata qualche anno dopo il conseguimento della laurea in medicina, avvenuto nel 1905, quando egli aveva 25 anni.

Questa è una delle foto più famose del dott. Fusco, scattata durante la prima guerra mondiale con l’uniforme della Croce Rossa

 

Bibliografia

Associazione Pro Malo (1998). Malo nella grande guerra. Vicenza: Edizioni Istituto San Gaetano.

Piscitelli, R. (1969). Pietro Paolo Fusco nella Cerreto del primo ‘900. A.B.E.T.E.

Vigliotti, N. (1998). San Lorenzello e la Valle del Titerno. San Lorenzello: Cerza.

Zazo, A. (1973). Dizionario bio-bibliografico del Sannio. Napoli: Fausto Fiorentino.

 

Siti web consultati:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *